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Carciofo

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1. INTRODUZIONE

Il nome scientifico del Carciofo è Cynara cardunculus L. e appartiene alla famiglia delle Compositae. E’ una pianta di origine mediterranea. La coltura del carciofo è diffusa in alcuni Paesi del Mediterraneo, tra cui Italia, Spagna e Francia. La maggior parte della produzione commerciale è destinata al consumo fresco, il resto all'industria conserviera. La coltura del carciofo è diffusa soprattutto nell'Italia meridionale. In base al colore, esistono varietà di carciofo verdi e violetti, mentre in base alla periodo di raccolta, esistono varietà autunnali e primaverili. Una coltivazione di carciofi può essere mantenuta per più anni, anche se la durata economicamente più conveniente è di circa 3 anni: la coltivazione può essere mantenuta anche per più anni (fino a 10).

2. TECNICA COLTURALE

  • Preparazione del terreno.
    Seppure il carciofo si adatta bene a svariati tipi di terreno, il carciofo predilige terreni di medio impasto, profondi, ben drenati e ricchi di sostanza organica. Il carciofo è una pianta che predilige climi caldi e asciutti ed è sensibile a ai ristagni idrici. 
    Prima di cominciare l’impianto della carciofaia, sarà comunque necessario procedere alla preparazione del terreno. Nel caso in cui si opera su terreni poveri, sarà possibile facilmente incrementare il contenuto organico utilizzando del letame maturo. In generale, è necessario mischiare al terreno circa 3 kg di letame maturo a metro quadrato: al fine di svolgere questa operazione è necessario vangare il terreno ad una profondità di circa 30/35 cm e nel contempo aggiungere il letame. E’ consigliabile comunque (dopo aver aggiunto il letame) lasciare riposare il terreno per qualche mese, al fine di far completare al letame il suo periodo di fermentazione. 
    L’impianto della carciofaia può cominciare ad autunno o in primavera utilizzando di solito i cosi detti “carducci”: questi sono dei getti basali (di lunghezza variabile dai 20 a 30 cm provvisti di circa 5 foglie) che vanno prelevati da piante di circa 2-3 anni (prelevandoli dalle piante più rigogliose) dopo la ripresa primaverile o in autunno e prima di fare l’impianto della nuova carciofaia. Per facilitare il prelievo dei carducci (o polloni) è necessario rimuovere la terra basale delle piante raggiungendo il punto di inserzione dei carducci stessi nella pianta. Dopo il prelievo dei carducci è necessario comunque ricoprire di terra la base delle piante. Prelevati i carducci, questi possono essere utilizzati per costituire il nuovo impianto. I carducci vanno interrati in autunno o primavera in buche profonde circa 20 cm. E’ consigliabile mettere del letame (mischiato a terra) alla base della buca all’interno del quale mettere il carduccio al fine di facilitare il loro attecchimento. Cosi come detto, a secondo se si intende costituire una coltivazione in primavera o autunno, i carducci vanno impiantati verso marzo (primavera) o novembre (autunno). Le distanze di impianto dei carducci può essere di 1 metro fra le file e 80 cm all’interno della fila. In figura successiva è possibile prendere visione di una carciofaia coltivata in Sicilia.

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  • Irrigazione
    A causa del notevole apparato fogliare la traspirazione di questa pianta è notevole. Questa va compensata con una adeguata irrigazione. Durante la coltivazione, nei mesi caldi (colture estivo-autunnali), sarà necessario procedere a frequenti irrigazioni. In generale la quantità media di acqua che è necessario assicurare è pari a 8/10 litri pianta per irrigazione (eseguire una irrigazione ogni 3 o 4 giorni). Ovviamente questa quantità verrà cambiata in funzione delle condizioni climatiche locali. I momenti migliori in cui irrigare sono la mattina presto o durante il tardo pomeriggio (evitare le ore calde). Bisogna avere l’accortezza di non bagnare l’intera pianta durante la irrigazione al fine di scongiurare attacchi di crittogame (funghi). Appare molto utile l’utilizzo di manichette forate per irrigazione. Queste manichette (da 16 mm) sono dotate di fori dispersori di acqua posizionati a circa 30 cm, capaci di erogare circa 2 litri di acqua ad ora.
  • Cure colturali
    E’ necessario svolgere un continuo controllo delle infestanti che possono svilupparsi fra le file.
  • Raccolta
    La raccolta dei capolini (parte edule) viene svolta in modo scalare, e ha inizio verso ottobre per le colture precoci fino a giugno-luglio per le varietà più tardive. In relazione al tipo di coltura ed alla varietà, il numero delle raccolte può variare (in funzione della lunghezza del ciclo produttivo) da un minimo di 2-3 ad un massimo di circa 15.

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