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Cavolfiore

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1. INTRODUZIONE
Il Cavolfiore (Brassica oleracea L. conv. botrytis (L.) Alef. var. botrytis L.) è una pianta appartenente alla famiglia delle crucifere. E’ molto coltivata in Italia, soprattutto nelle regioni del sud tra cui Sicilia, Puglia, Campania, Marche, etc.. La sua origine non è chiara. Il cavolfiore viene utilizzato fresco o surgelato. La parte edule (in figura successiva) è chiamata corimbo:

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2. TECNICA COLTURALE

- Preparazione del terreno.
Il cavolfiore predilige terreni di medio impasto, profondi, ben drenati e ricchi di sostanza organica. Questa pianta teme i terreni acidi, ed è una specie sensibile all’aridità. Prima del trapianto delle piante, sarà comunque necessario procedere alla preparazione del terreno. Nel caso in cui si opera su terreni poveri, sarà possibile facilmente incrementare il contenuto organico utilizzando del letame maturo. In generale, è necessario mischiare al terreno circa 3 kg di letame maturo a metro quadrato: al fine di svolgere questa operazione è necessario vangare il terreno ad una profondità di circa 20/25 cm e nel contempo aggiungere il letame. E’ consigliabile comunque (dopo aver aggiunto il letame) lasciare riposare il terreno per qualche mese, al fine di far completare al letame il suo periodo di fermentazione. La coltivazione può cominciare da semenzai oppure procedendo al trapianto di piantine già pronte acquistabili presso qualche vivaio o negozio specializzato. Il semenzaio è un contenitore dove il seme germoglia, si sviluppa la piantina che poi sarà rinvasata nel vaso definitivo o in piana terra (quando avrà raggiunto una dimensione di circa 15-20 cm in altezza, e presentano almeno 4-6 foglie): vedi scheda tecnica “preparazione di un semenzaio”. Conviene utilizzare i semenzai quando si decide di far germogliare i semi quando in ambiente aperto fa troppo freddo per seminare. In questo caso è possibile preparare le piantine, e quando fuori si è raggiunta una temperatura idonea, è possibile trapiantare. La semina su semenzaio può essere svolta a gennaio per le varietà estive e settembre per quelle primaverili. Per la preparazione di un semenzaio è conveniente utilizzare circa 3 grammi di seme a metro quadrato, tenendo conto inoltre che necessitano circa 50 metri quadrati di semenzaio per realizzare un ettaro di cavolfiore in pieno campo. Il trapianto va fatto almeno dopo un mese dalla semina in semenzaio. Nelle figure successive è possibile vedere una coltivazione di cavolfiore nelle prime fasi di sviluppo:

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 - Irrigazione
A causa del notevole apparato fogliare la traspirazione di questa pianta è notevole. Questa va compensata con una adeguata irrigazione. Durante la coltivazione, nei mesi caldi (colture estivo-autunnali), sarà necessario procedere a frequenti irrigazioni: la lattuga è una pianta che teme molto la siccità. In generale la quantità media di acqua che è necessario assicurare è pari a 8/10 litri pianta per irrigazione (eseguire una irrigazione ogni 3 o 4 giorni). Ovviamente questa quantità verrà cambiata in funzione delle condizioni climatiche locali. I momenti migliori in cui irrigare sono la mattina presto o durante il tardo pomeriggio (evitare le ore calde). Bisogna avere l’accortezza di non bagnare l’intera pianta durante la irrigazione al fine di scongiurare attacchi di crittogame (funghi). Appare molto utile l’utilizzo di manichette forate per irrigazione, cosi come in figura successiva. Queste manichette (da 16 mm) sono dotate di fori dispersori di acqua posizionati a circa 30 cm, capaci di erogare circa 2 litri di acqua ad ora:


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Nell’impianto indicato in figura è stata utilizzata una distanza fra le file di 70 cm e all’interno della file di 30 cm.


- Raccolta
La raccolta dei corimbi è scalare, quindi è necessario fare più passaggi per completare la raccolta. In generale sono necessari dai 3 a 5 mesi per raggiungere lo sviluppo dei corimbi; ciò in funzione della cultivar utilizzata. E’ necessario comunque attendere il completo del cavolfiore (vedi figura successiva):

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