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Melanzana

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1. INTRODUZIONE
Il nome scientifico della melanzana è Solanum melangena (famiglia delle Solanacee). La sua origine non è certa, ma si crede che provenga dall’Asia meridionale. La melanzana è ricca in fibra, quindi particolarmente indicata nelle dieta. La pianta si presenta come un arbusto con foglie ricoperte di una sottile peluria. La coltivazione di questa pianta dovrebbe avvenire all’interno di un range compreso fra i 21 e 27 gradi centigradi. Temperature al di sotto dei 10 gradi sono letali per la pianta. In riferimento alla tipologia dei terreni, sarebbe opportuno coltivarla in terreni di medio impasto, anche se a livello hobbistico può essere coltivata in quasi tutti i terreni. Rispetto altre specie appartenenti alla medesima famiglia botanica, la melanzana possiede una maggiore resistenza agli stress idrici (mancanza di acqua) anche se, al fine di massimizzare le produzioni, è necessario irrigare le piante in modo regolare (vedi paragrafo successivo).

2. TECNICA COLTURALE

  • Preparazione del terreno.
    In linea generale la melanzana predilige terreni ricchi di nutrienti e ben drenati (medio impasto). Inoltre, cosi come visto in introduzione teme il freddo. La coltivazione può cominciare da semenzai, in pieno campo oppure procedendo al trapianto di piantine già pronte acquistabili presso qualche vivaio o negozio specializzato. Il semenzaio è un contenitore dove il seme germoglia, si sviluppa la piantina che poi sarà rinvasata nel vaso definitivo o in piana terra (quando avrà raggiunto una dimensione di circa 20/25 cm in altezza): vedi scheda tecnica "PREPARAZIONE DI UN SEMENZAIO". Conviene utilizzare i semenzai quando si decide di far germogliare i semi quando in ambiente aperto fa troppo freddo per seminare. In questo caso è possibile preparare le piantine, e quando fuori si è raggiunta una temperatura idonea, è possibile trapiantare. In zone mediterranee calde, è possibile trapiantare in campo fino ai primi di luglio: al fine di rendere le operazioni colturali più semplici (esempio la pulizia del campo dalle erbe infestanti o la sarchiatura) potrebbe essere utile lavorare su filari. In figura successiva è possibile vedere un semenzale di melanzane, piantine di melanzane allo stadio di 4-5 foglie e frutti di melanzane in fase di crescita: melenzana2
    melenzana4 Può apparire utile coltivare le piante su dei tutori, soprattutto se la coltivazione avviene in zone ventose. Per la disposizione in campo, le piantine (provenienti da un proprio semenzale o acquistate) possono essere disposte ad una distanza di 80/90 cm fra le file e a 70 cm all’interno della fila. Nella figura successiva si può osservare un plot per la produzione di melanzane con distanze di 80 x 70:
    melenzana6Prima del trapianto delle piante, sarà comunque necessario procedere alla preparazione del terreno. E’ consigliabile operare la coltivazione in terreni di medio impasto e ricchi in sostanza organica. In tal senso, nel caso in cui si opera su terreni poveri, sarà possibile facilmente incrementare il contenuto organico utilizzando del letame maturo. In generale, è necessario mischiare al terreno circa 3-4 kg di letame maturo a metro quadrato: al fine di svolgere questa operazione è necessario vangare il terreno ad una profondità di circa 20/25 cm e nel contempo aggiungere il letame. E’ consigliabile comunque (dopo aver aggiunto il letame) lasciare riposare il terreno per qualche mese, al fine di far completare al letame il suo periodo di fermentazione. Considerando il notevole asporto di azoto e fosforo di questa specie, oltre all’apporto di letame in fase di impianto, potrebbe essere opportuno (durante la coltivazione) aggiungere sul terreno (almeno 2 volte) del guano naturale nella quantità di 50-80 gr/mq. E’ sempre consigliabile far seguire una irrigazione ad una concimazione al fine di far velocizzare l’assorbimento del concime da parte delle piante.
  • Irrigazione
    Così come precedentemente detto la melanzana è una pianta con elevate esigenze idriche (ciò è dovuto alle caratteristiche dell’apparato radicale, che è molto profondo): malgrado ciò, in condizione di scarsa disponibilità di acqua, i frutti rimangono piccoli, amari e piccanti. Durante la coltivazione, sarà quindi necessario procedere a frequenti irrigazioni. In generale la quantità media di acqua che è necessario assicurare è pari a 8/10 litri pianta per irrigazione (eseguire una irrigazione ogni 2 o 3 giorni). Ovviamente questa quantità verrà cambiata in funzione delle condizioni climatiche locali. I momenti migliori in cui irrigare sono la mattina presto o durante il tardo pomeriggio (evitare le ore calde). Bisogna avere l’accortezza di non bagnare l’intera pianta durante la irrigazione al fine di scongiurare attacchi di crittogame (funghi). Appare molto utile l’utilizzo di manichette forate per irrigazione, cosi come in figura successiva. Queste manichette (da 16 mm) sono dotate di fori dispersori di acqua posizionati a circa 30 cm, capaci di erogare circa 2 litri di acqua ad ora.
  • Raccolta
    La raccolta si fa scalarmene quando i frutti sono ancora immaturi. In generale è possibile dire che conviene raccogliere quando la buccia perde la sua caratteristica luminosità e tende a diventare opaca.

Tecnica di coltivazione in vaso

Nel caso in cui si opera in vaso (esempio in balcone) è necessario ricordare quanto segue: 
  • Operare a temperature variabili dai 22 ai 27 gradi centigradi durante il giorno;
  • E’ consigliabile trapiantare piantine già pronte da aprile in poi. Il vaso deve essere profondo almeno 40 cm;
  • utilizzare un terriccio ricco in humus;
  • Per sostenere la pianta è consigliabile usare un tutor di 50 cm su cui legare il fusto. Quando questo il fusto ha raggiunto i 35-40 cm di altezza, è consigliabile cimarlo (eliminazione del germoglio apicale) al fine di incrementare la emissione di getti laterali;
  • Innaffiare le piante spesso in modo da mantenere il terreno umido;
  • Eseguire la raccolta quando i frutti non hanno raggiunto la maturazione completa: i semi non devono essere ancora formati.

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