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Melone

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1. INTRODUZIONE
Il nome scientifico del melone è Cucumis melo (famiglia delle Cucurbitacee). La sua origine è africana ed è costituita da un fusto strisciante che può diventare rampicante, se fornito di sostegni. Fra le cucurbitacee è quella che ha maggiori esigenze in fatto di temperature: richiede un clima temperato caldo, e il range ottimale di temperature per garantire un buon sviluppo è di 18-20 gradi centigradi durante la notte e 25 di giorno.
Esistono 3 tipologie di melone:

  • Cantalupo: buccia liscia con solchi ben marcati e polpa rosa-arancio;
  • Meloni d’inverno: polpa bianca o arancio e conservabile;
  • Retati (o americani): sono caratterizzati da buccia fittamente reticolata. La polpa è di colore verde-giallo o arancione.

2. TECNICA COLTURALE

  • Preparazione del terreno.
    In linea generale il melone predilige terreni ricchi di nutrienti e ben drenati (medio impasto). Inoltre, cosi come visto in introduzione teme il freddo. La coltivazione può cominciare da semenzai, in pieno campo oppure procedendo al trapianto di piantine già pronte acquistabili presso qualche vivaio o negozio specializzato.
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    Per la operazione di semina quindi si presentano le seguenti opzioni:
    - Nelle zone centro-nord dell’Italia, è possibile seminare in serra da febbraio ad aprile;
    - Nel sud Italia, è possibile anche seminare direttamente in pieno campo da Aprile a Giugno.
    Cosi come precedentemente detto, la semina all’aperto può essere svolta solo quando le temperature si sono rialzate. In quest’ultimo caso, è consigliabile la semina in postarelle disponendo 3 o 4 semi per buco (postarella). Al fine comunque di fugare ogni rischio (esempio ritorno di gelate) sarebbe opportuno fare il trapianto delle piantine acquistate presso vivai, oppure costituendo un proprio semenzaio. Il semenzaio è un contenitore dove il seme germoglia, si sviluppa la piantina che poi sarà rinvasata nel vaso definitivo o in piana terra (quando avrà raggiunto una dimensione di circa 20/25 cm in altezza): vedi scheda tecnica "PREPARAZIONE DI UN SEMENZAIO". Conviene utilizzare i semenzai quando si decide di far germogliare i semi quando in ambiente aperto fa troppo freddo per seminare. In questo caso è possibile preparare le piantine, e quando fuori si è raggiunta una temperatura idonea, è possibile trapiantare: fino a giugno, sarebbe consigliabile proteggere le piante con dei ripari o con dei tunnel. Le piantine possono essere disposte in file distanti 1/1,5 m, con una distanza all’interno della fila pari a 0,8/1,5 m. Nella figura successiva è possibile vedere un filare di melone cantalupo con distanza all’interno della fila di 1,5 cm.
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    Prima del trapianto delle piante, sarà comunque necessario procedere alla preparazione del terreno. E’ consigliabile operare la coltivazione in terreni di medio impasto e ricchi in sostanza organica. In tal senso, nel caso in cui si opera su terreni poveri, sarà possibile facilmente incrementare il contenuto organico utilizzando del letame maturo. In generale, è necessario mischiare al terreno circa 4-5 kg di letame maturo a metro quadrato: al fine di svolgere questa operazione è necessario vangare il terreno ad una profondità di circa 20/25 cm e nel contempo aggiungere il letame. E’ consigliabile comunque (dopo aver aggiunto il letame) lasciare riposare il terreno per qualche mese, al fine di far completare al letame il suo periodo di fermentazione.
  • Irrigazione
    Durante la coltivazione del melone è necessario procedere a delle irrigazioni soprattutto se la coltivazione è svolta in zone aride. Durante la coltivazione, sarà quindi necessario procedere a frequenti irrigazioni. In generale la quantità media di acqua che è necessario assicurare è pari a 8/10 litri pianta per irrigazione (eseguire una irrigazione ogni 2 o 3 giorni). Ovviamente questa quantità verrà cambiata in funzione delle condizioni climatiche locali. I momenti migliori in cui irrigare sono la mattina presto o durante il tardo pomeriggio (evitare le ore calde). Bisogna avere l’accortezza di non bagnare l’intera pianta durante la irrigazione al fine di scongiurare attacchi di crittogame (funghi). Appare molto utile l’utilizzo di manichette forate per irrigazione, cosi come indicato in figura precedente: queste manichette (da 16 mm) sono dotate di fori dispersori di acqua posizionati a circa 30 cm, capaci di erogare circa 2 litri di acqua ad ora. 
  • Cure colturali
    Durante la coltivazione del melone appare necessario procedere con numerose sarchiature finalizzate a ridurre lo sviluppo delle infestanti e ridurre la evaporazione del terreno stesso. Oltre questo è consigliabile pacciamare il terreno con materiali organici al fine di conservare la umidità del terreno. 
  • Raccolta
    I meloni vanno raccolti ad un momento ben preciso al fine di non compromettere il valore commerciale. Uno dei segni che potrebbero essere cercati è il distacco del peduncolo dal frutto. In generale la raccolta (in funzione della varietà adottata), può cominciare 3 o 4 mesi dopo il trapianto.

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