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IL SUOLO

 1. INTRODUZIONE
Il suolo è lo strato naturale creatosi nel corso degli anni grazie alla disgregazione delle rocce dovute ad agenti fisici, chimici e biologici. Ha caratteristiche chimico-fisiche che vengono opportunamente modificate dall’uomo per poter rendere il suolo adatto alla coltivazione delle piante: al suo interno ospita svariate entità biologiche che rendono il suolo “vivo”.
Un suolo si definisce fertile quando riesce a soddisfare determinate produzioni vegetali in funzione delle condizioni climatiche e degli interventi agronomici. Quindi il suolo è un’entità dinamica che mette in relazione tre diversi aspetti: quello fisico, chimico e biologico. È necessario riuscire a capire le interazione che si sviluppano all’interno del suolo e quali sono i parametri che definiscono un suolo fertile e strutturato.
Prima di descrivere gli aspetti fisici, chimici e biologici di un suolo è necessario definire alcuni concetti, quali:
- sostanza organica: è l’insieme di materiale biologico di origine vegetale e/o animale presente nel suolo;
- humus: è l’insieme di materiale biologico disfatto, quindi degradato e trasformato in umina, acidi umici e acidi fulvici (molti studi dimostrano che vi è un interazione positiva tra le sostanze umiche e lo sviluppo delle piante).
In riferimento agli aspetti fisici del suolo, questi si possono riassumere all’interno del concetto di tessitura e struttura. La tessitura è la classificazione granulometrica di terra fine che riflette le dimensioni delle particelle minerali presenti nel suolo. All’interno di un suolo, è possibile distinguere la percentuale di sabbia (caratterizzata da elementi solidi di dimensione variabile dai 2 ai 0,2 mm), limo (0,2 – 0,02 mm) e argilla (minore di 0,02 mm).
Tramite il triangolo di Miller è possibile, una volta determinate le percentuali reali di sabbia, limo e argilla, classificare il suolo in esame:

triangolo

E’ possibile eseguire una classificazione del suolo attraverso una analisi specializzata da eseguirsi presso laboratori specializzati.
La struttura è invece la modalità con cui le determinate particelle si aggregano fra loro, formando grumi grazie a processi fisici e fisici tra i minerali, l’humus e la sostanza organica. Altri parametri fisici da tenere in considerazione sono il colore e la porosità di un suolo. Gli aspetti chimici del suolo da tenere in considerazione sono la sostanza organica, gli elementi nutritivi (N,P,K e micronutrienti) e pH.
Gli elementi nutritivi sono le molecole la cui assimilazione da parte delle piante è essenziale per la loro crescita e il loro sviluppo.
Si suddividono in:
- Macroelementi, tra cui principalmente azoto, fosforo, potassio, zolfo, calcio e magnesio;
- Microelementi tra cui ferro, manganese, zinco, rame, cobalto, selenio, molibdeno e cromo.
Il pH è un parametro molto importante e da tenere in considerazione, perché determina l’acidità e l’alcalinità di un suolo: è risaputo infatti che determinate piante crescono solo in determinati range di pH. Infine ci sono gli aspetti biologici da tenere in considerazione. Non molto spesso si sa che all’interno del suolo vi sono delle vere e proprie bio-comunità che vivono all’interno di un suolo e apportano grandi benefici. All’interno del suolo vivono infatti: batteri, attinomiceti, funghi, alghe, protozoi, nematodi, lombrichi, formiche, termiti, lumache, etc... E’ essenziale mantenere attiva la grande biodiversità all’interno del suolo poiché donano nutrienti, struttura, difesa e compattezza al nostro terreno.

2. COME RICONOSCERE UN SUOLO
È possibile riconoscere la qualità di un suolo in innumerevoli modi e “per qualità del suolo” si deve intendere la capacità di uno specifico tipo di suolo di agire, entro i confini di un ecosistema naturale o gestito, per sostenere la produttività delle piante e degli animali, mantenere o incrementare la qualità dell’acqua e dell’aria e favorire il benessere e l’insediamento dell’uomo (Allan et al. 1995; karlen et al. 1997). Per riconoscere le proprietà fisiche di un suolo ci sono diverse modalità, uno di questi è il colore, quindi una valutazione visiva del suolo.
Il colore è la caratteristica del suolo che ci permette a primo impatto di valutarne le caratteristiche fisiche e i costituenti minerali.
È possibile classificare il suolo in tre gruppi principali:
1. Suolo Sabbioso: è leggero, non trattiene l’acqua e i nutrienti vengono lisciviati facilmente a causa delle sue caratteristiche fisiche;
2. Suolo Limoso: è un suolo adatto a tutti i tipi di coltivazione;
3. Suolo Argilloso: è un suolo pesante da lavorare che da problemi di ristagno idrico e in periodi siccitosi possono diventare molto duri.
Un test molto rapido (a differenza delle analisi di laboratorio che sono indubbiamente più affidabili) per determinare se un suolo è argilloso, limoso o sabbioso è il test del barattolo:
- prelevate una quantità di terreno e travasarlo in un barattolo pieno d’acqua;
- aspettate che la matrice solida si sedimenti in una notte;
- Il giorno successivo si potrà notare che la ghiaia e la sabbia grossa si depositeranno sul fondo e saranno ricoperte da un materiale granuloso: sopra si riporrà l’argilla.
Il terreno sarà sabbioso, limoso o argilloso in relazione alla percentuale di ghiaia, sabbia, materiale granuloso e argilla presente nel barattolo.
Un altro parametro che influenza la crescita delle piante all’interno del nostro appezzamento sarà il pH. In funzione del valore di pH misurato, è possibile decidere quali sono le colture più adatte a crescervi:

tabella

Un suolo può essere acido, neutro o alcalino e per valutare il pH si possono utilizzare dei kit in vendita che ne determinano anche i costituenti nutritivi (azoto, fosforo e potassio). Il metodo più semplice per valutare “da se” il pH del terreno è quello che prevede l’uso di cartine di tornasole (l’alternativa è legata all’uso di misuratori analogici o digitali di pH del terreno). Oltre ciò è necessario avere dell’acqua distillata e delle provette (si possono utilizzare anche dei contenitori in plastica. Qui di seguito sono descritte le fasi principali:
- se si posseggono diverse parcelle su cui eseguire la coltivazione, sarebbe opportuno prelevare tanti campioni di terreno per quante parcelle si dispongono;
- al fine di eseguire il campionamento su un punto è necessario prelevare il terreno nei primi 30 cm avendo cura di togliere i primi 5 cm di terreno superficiale;
- i campioni prelevati vanno privati di residui organici come ad esempio residui di erba e radici e solidi come sassi;
- il campione di terra va mescolato con acqua distillata (acquistabile presso qualsiasi super-mercato) all’interno di un contenitore ermetico nella proporzione di una parte di terra e due di acqua;
- si agita il tutto molto bene, e quando la terra si sarà depositata al fondo si immerge la cartina di tornasole (acquistabile in farmacia) seguendo le istruzioni presenti nella confezione.
Nelle foto successive è possibile visionare alcune fasi di misura del pH a mezzo uso di cartine di tornasole:

foto per 4

3. AGRICOLTURA SOSTENIBILE
Oggi, la pratica agronomica verte verso un nuovo tipo di agricoltura (più sostenibile) che non è più quella che ha accompagno i nostri agricoltori dagli 60’ ad oggi (uso eccessivo di sostanze chimiche come concimi e anti-parassitari, mono-culture, lavorazioni meccaniche molto intense, etc..). L’agricoltura sostenibile si basa su una serie di tecniche e pratiche agronomiche che preservano il suolo, le acque e la biodiversità (quindi l’ambiente naturale in sè e per sé).

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